Quest’anno, Razer ha dimostrato di saper cogliere le occasioni nelle principali fiere di tecnologia per sorprenderci con le sue nuove tecnologie e i prototipi più fantasiosi in questo caso parliamo di Project Hazel. Molti di questi sono destinati a non vedere mai la luce. In altri casi però, alcune delle idee, dopo un’adeguata progettazione e ripulitura, riescono effettivamente ad essere inserite in prodotti commerciali. Ma ciò che importante è la capacità di questo produttore di periferiche e accessori per videogiocatori, oltre che di PC, sperimentare e sviluppare sempre roba interessante e futuristica. Al CES 2021 di Las Vegas ha annunciato Project Hazel, una maschera smart per il volto in grado di rispondere alle esigenze del consumatore nel pieno della pandemia da Covid-19.

Project Hazel

Razer Project Hazel

Project Hazel nasce con l’obiettivo di diventare la mascherina intelligente. Punta a raggiungere questo traguardo attraverso un design focalizzato su 5 aree ben specifiche: prima la sicurezza, secondo il comfort d’uso, terzo la componente sociale, quarto la necessità di essere ecosostenibile e, per ultimo, un certo tocco di personalizzazione.

Innanzitutto si parte dalla sicurezza visto che su questo fronte la maschera di Razer è davvero incredibile. Come è possibile vedere nel dettaglio anche nel video di presentazione, la maschera presenta 2 filtri circolari multifunzione sui lati. Servono a garantire un’altissima efficienza nel filtraggio dei batteri che raggiunge il 95% delle particelle presenti nell’aria, offrendo contemporaneamente una ventilazione attiva che garantisce l’accesso di aria fresca all’interno della mascherina facendo fuoriuscire calore, umidità e anidride carbonica. Per non finire, Hazel ha un elevato grado di resistenza ai liquidi e protegge l’utilizzatore dai droplet e da schizzi sporadici.

Project Hazel Razer

E’ certificata N95, ovvero l’equivalente americano delle nostre mascherine FFP2 e, nell’idea di Razer, dovrebbe essere venduta in combo con uno speciale case che, oltre a proteggerla da urti, permette la sua ricarica e implementa una funzione di auto-sterilizzazione attraverso l’utilizzo di una luce ultravioletta che garantisce l’uccisione di tutti i virus e i batteri depositati sulla maschera, ogni volta che viene messa sotto carica.

Ecosostenibilità e comfort

Project Hazel social

Ma non è finita qui; Hazel è stata progettata con una particolare attenzione verso l’ecosostenibilità. Essa infatti è assemblata utilizzando plastiche riciclate, utilizza batterie ricaricabili attraverso il suo case e, come già detto, presenta dei filtri che possono essere cambiati al volo. Il tutto senza trascurare una sostanziale attenzione verso il comfort visto che la maschera presenta una cornice in silicone che le permette di adagiarsi sul contorno del viso e del naso con delicatezza evitando qualsiasi contatto con la bocca e la narici e allo stesso tempo garantendo impermeabilità e risultando anche sigillata rispetto all’ingresso di aria esterna. Stesso discorso vale per i lacci da mettere intorno alle orecchie, anche questi in silicone, particolarmente morbidi e regolabili a discrezione dell’utilizzatore. Sembra inoltre che nel progetto di Razer ci sia anche l’idea di rendere la maschera altamente personalizzabile con la possibilità di produrla specificatamente in funzione della forma del proprio viso.

Una maschera social

project hazel social

Un altro elemento di Hazel è la sua natura sociale: è ampia e completamente trasparente in modo tale da mostrare la bocca a tutte le persone con cui stiamo parlando e trasmettere quegli indizi visivi che, solitamente, la classica maschera in tessuto tiene coperti. Al suo interno troviamo una luce che si attiva in automatico in caso di bassa luminosità dell’ambiente così da rendere visibile la nostra bocca anche nell’oscurità, se ad esempio ci ritroviamo a parlare con qualcuno di sera o nel buio più totale.

Ma le idee di Razer non si terminano qui, le due protuberanze circolari che contengono i filtri implementano anche due microfoni con amplificatore integrato in grado di riprodurre e potenziare la propria voce, così da aggirare completamente il classico timbro ovattato che caratterizza l’uso della mascherina in tessuto. E chiaramente non poteva mancare il supporto a Razer Chroma RGB, l’illuminazione a 16,8 milioni di colori proprietaria di Razer che vi permetterà di illuminare in modo distinto i due filtri con tutti i vari effetti tipici di questa feature.

Quindi, riepilogando, in quelle due superfici circolari abbiamo i filtri intercambiabili, ventole, microfono integrato e pure illuminazione. Immaginate le combinazioni che si possono mettere in piedi: roba da poter provare ad avere la voce modificata in stile Darth Vader o personaggio dei cartoni animati. Questo però solo se Razer la portasse sul mercato.

Che ne pensate di questa Maschera Intelligente?

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